Maggio 2001: Celebrazioni Verdiane

Anche il nostro CoroA�ha partecipato alle ” celebrazioni verdiane ” per il centenario di Giuseppe Verdi.A�Insieme ad altri cori ha eseguito il RequiemA�di Verdi nel Duomo di Milano, nel giornoA�sabato 26 maggio 2001 alle ore 21.00.A�L’orchestra dell’Accademia Concertante d’archi di Milano A? stata diretta dal maestro Mauro Ivano Benaglia.

Hanno preso parte all’evento [solisti]A�,A�[cori]A�,A�[orchestre]. Clicca su ogni nome per vedere la relativa sezione.A�Clicca quiA�perA�la nota storica sul Requiem di Verdi.

GIUSEPPE VERDI

[1813 – 1901]

Giuseppe Verdi

Nacque a RONCOLE di BUSSETO il 10 ottobre 1813. Figlio di un oste, non fu perA? allevato come un contadino ma ebbe una buona educazione scolastica e musicale (fu organista nella Chiesa del paese natale), sponsorizzato (diremmo oggi) da Barezzi, suo protettore e poi suocero, che lo mantenne agli studi anche dopo la mancata ammissione al Conservatorio di Milano, fino al suo debutto alla Scala. Fiaccato ma non vinto da tragedie familiari (la morte della giovane moglie Margherita Barezzi , figlia del suo protettore, e dei due figlioletti, nel 1839), dopo diversi anni si unA� per la vita alla cantante Giuseppina Strepponi.Fu associato suo malgrado agli ideali risorgimentali allusi dai Cori del Nabucco (Va’ pensiero) e dei Lombardi alla Prima Crociata (O Signore dal tetto natio). Dal 1844 al 1850, in quelli che lui stesso definA� “gli anni di galera” si ingegnA? a tradurre per il pubblico i testi teatrali e letterari classici e romantici (da Shakespeare a Schiller, a Bayron e Dumas) e nacquero cosA�: I due Foscari, Giovanna d’Arco, Attila, Macbeth, I Masnadieri, Jerusalem, Il Corsaro, La Battaglia di Legnano, Luisa Miller, Stiffelio. Negli anni seguenti egli fu capace di rivestire i panni del compositore d’Opera per antonomasia: nacque la cosiddetta “Trilogia popolare”: Rigoletto, Traviata e Trovatore (1851-1853) e poi: Vespri Siciliani, Simon Boccanegra e Un Ballo in Maschera. Negli anni seguenti rifondA? il melodramma italiano, in alternativa al “Verbo” Wagneriano (Forza del Destino, Don Carlos e i rifacimenti di Macbeth e Simon Boccanegra, e Aida). Non frenato dalle contestazioni (a quelle degli Scapigliati partecipA? anche Arrigo Boito, poi amico fraterno, insostituibile consulente letterario ed autore dei libretti di Otello e Falstaff) Verdi divenne una leggenda vivente. Tornato alle radici contadine con l’acquisto della Villa e della tenuta di S.Agata, vicino a Busseto, ma orgogliosamente appartato da quell’ambiente provinciale, intransigente controllore della qualitA� artistica delle sue esecuzioni in tutto il mondo, fu addirittura trascinato da Cavour in una fugace (e deludente) avventura politica. La sua grande generositA� lo portA? a regalare a Milano la Casa di Riposo per Musicisti che porta il suo nome ed in cui fu sepolto dopo la sua morte avvenuta nella notte del 27 Gennaio 1901, in una suite del Grand Hotel de Milan. I milanesi, commossi, cosparsero di paglia il selciato di quel tratto di via Manzoni, perchA� il passaggio delle carrozze non disturbasse troppo la sua agonia. Una folla immensa, silenziosa e commossa partecipA? ai suoi funerali e lo accompagnA? all’ultima dimora.


La MESSA DA REQUIEM

Scritta per soprano, mezzosoprano, tenore, basso, doppio coro e orchestra.

Composta nell’anno 1874 in occasione del primo anniversario della morte di Alessandro Manzoni.
Prima esecuzione nella chiesa di San Marco a Milano il 22 maggio 1874 diretta da Giuseppe Verdi.

  1. REQUIEM solisti e coro
  2. DIES IRAE
    • Dies irae coro
    • Tuba Mirum basso e coro
    • Liber Scriptus mezzosoprano e coro
    • Quid sum miser soprano, mezosoprano e tenore
    • Rex tremendae solisti e coro
    • Recordare soprano e mezzosoprano
    • Ingemisco tenore
    • Confutatis basso e coro
    • Lacrymosa solisti e coro
  3. OFFERTORIO solisti
  4. SANCTUS doppio coro
  5. AGNUS DEI soprano, mezzosoprano e coro
  6. LUX AETERNA mezzosoprano, tenore e basso
  7. LIBERA ME soprano e coro

Requiem di Verdi

Copertina del Requiem di Verdi

Le sezioni ed i Testi


Requiem e Kyrie – quattro voci soliste e coro
Requiem aeternam dona eis Domine: et lux perpetua luceat eis
Te decet hymnus, Deus, in Sion, et tibi redetur votum in Jerusalem:
exaudi orationem meam, ad te omnis caro veniet.
Requiem aeternam dona eis, Domine: et lux perpetua luceat eis.
Kyrie eleison, Christe eleison.

Dies Irae – coro
Dies irae, dies illa, Solvet saeclum in favilla, Teste David cum Sybilla.
Quantus tremor est futurus, Quando judex est venturus, Cuncta stricte discussurus!

Tuba mirum – basso e coro
Tuba mirum spargens sonum, Per sepulchra regionum, Coget omnes ante thronum.
Mors stupebit et natura, Cum rcsurget creatura, Judicanti responsura.

Liber scriptus – mezzosoprano e coro
Liber scriptus proferetur, In quo totum continetur, Unde mundus judicetur.
Judex ergo cum sedebit, Quidquid latet apparebit, Nil inultum remanebit.
Dies irae, dies illa, Solvet saeclum in favilla,Teste David cum Sybilla.

Quid sum miser – soprano – mezzosoprano e coro
Quid sum miser tunc dicturus, Quem patronum rogaturus, Cum vix justus sit securus!

Rex tremendae – quartetto e coro
Rex tremendae majestatis, Qui salvandos salvas gratis, Salva me, fons pietatis.

Recordare – soprano e mezzosoprano
Recordare, Jesu pie, Quod sum causa tuae viae, Ne me perdas illa die. Quaerens me, sedisti lassus, Redemisti crucem passus, Tantus labor non sit cassus. Juste judex ultionis, Donum fac remissionis Ante diem rationis.

Ingemisco – tenore solo
Ingemisco tamquam reus, Culpa rubet vultus meus, Supplicanti parce, Deus. Qui Mariam absolvisti, Et latronem exaudisti, Mihi quoque spem dedisti. Preces meae non sunt dignae, Sed tu bonus fac benigne, Ne perenni cremer igne. Inter oves locum praesta, Et ab hoedis me sequestra, Statuens in parte dextra.

Confutatis – basso e coro
Confutatis maledictis, Flammis acribus addictis, Voca me cum benedictis. Oro supplex et acclinis, Cor contritum quasi cinis, Gere curam mei finis. Dies irae, dies illa, Solvet saeclum in favilla,Teste David cum Sybilla.

Lacrymosa – quartetto e coro
Lacrymosa dies illa, Qua resurget ex favilla, Judicandus homo reus. Huic ergo parce Deus. Pie Jesu Domine, Dona eis requiem! Amen.

Domine Jesu – offertorio a quattro voci soliste
Domine Jesu Christe, rex gloriae, libera animas omnium fidelium defunctorum de poenis iinferni et de profundo lacu.
Libera eas de ore leonis, ne absorbeat eas tartarus, ne cadant in obscurum: sed signifer sanctus Michael repraesentet eas in lucem sanctam, quam olimAbrahae promisisti et semini ejus.
Hostias et preces tibi, Domine, laudis offerimus.
Tu suscipe pro animabus illis, quarum hodie memoriam facimus, fac eas, Domine, de morte transire ad vitam, quam olim Abrahae promisisti et semini ejus.
Libera animas omnium fidelium defunctorum de poenis inferni et de profundo lacu, de morte transire ad vitam.

Sanctus -fuga a due cori
Sanctus Dominus Deus Sabaoth, Pleni sunt coeli et terra gloria tua.
Hosanna in excelsis!
Benedictus, qui venit in nomine Domini.
Pleni sunt coeli et terra gloria tua.
Hosanna in excelsis!

Agnus Dei – soprano, mezzosoprano e coro
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, dona eis requiem sempiternam

Lux Aeterna – mezzosopmno, tenore e basso
Lux aetema luceat eis, Domine, cum sanctis tuis in aeternum, quia pius es. Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis.

Libera me – soprano e coro

Libera me, Domine, de morte aeterna, in die illa tremenda; quando coeli movendi sunt et terra. Dum veneris judicare saeculum per ignem.
Tremens factus sum ego et timeo, dum discussio venerit atque ventura ira.
Dies irae, dies illa, dies calamitatis et miseriae, dies magna et amara valde.
Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis.
Libera me, Domine, de morte aeterna, in die illa tremenda;
quando coeli movendi sunt et terra. Dum veneris judicare saeculum per ignem.
Libera me, Domine, de morte aeterna, in die illa tremenda.
Libera me, Domine.


La Messa di Requiem: Nota storica

Un primo numero (Libera Me) della futura Messa da Requiem, fu scritto da Verdi in occasione della morte di Gioacchino Rossini e doveva far parte di un progetto di stesura collettiva di una Messa in Suffragio per Rossini, fra i musicisti dell’epoca. L’idea della composizione collettiva cadde, ma nel 1873 la morte di Manzoni diede l’occasione a Verdi per la stesura definitiva del Requiem, che fu rappresentato un anno dopo (1874) nella Chiesa di San Marco, a spese del Comune di Milano. Il Requiem A? una rappresentazione musicale del terrore dell’uomo serrato in un confronto con la propria natura, della sua ribellione di fronte alla morte, del suo sgomento alla soglia dell’ignoto. Verdi vi ha profuso sapienza armonica e genialitA� melodica; A? una espressione artistica a contenuto religioso che si eleva al di sopra di ogni stretta considerazione di carattere stilistico, in quanto vivida rappresentazione del dramma spirituale dell’uomo al cospetto dell’Onnipotente, proteso nell’angosciosa ricerca di una risposta all’interrogativo che incombe sulla propria esistenza.

Lettera di Giuseppe Verdi al Sindaco di Milano Giulio Bellinzaghi
Milano, 25 maggio 1874

lll.mo Sig. Sindaco, la dolorosa notizia della perdita di Manzoni mi spinse a scrivere la Messa da Requiem. Fu slancio del cuore, tributo di riverente affetto, espressione del mio cordoglio. Mi A? ora di moltissima soddisfazione il sapere da Lei, Sig. Sindaco, che tale mio atto tornA? gradito alla S. V. e alla Cittadinanza ch ‘Ella degnamente rappresenta. Ringrazio per le cortesi espressioni ch ‘Ella m’invia, e Le ripeto i sensi della mia stima. A Lei Dev.mo G. Verdi.

Il Requiem venne eseguito per la prima volta il 22 maggio 1874 nella Basilica di San Marco a Milano. Solisti Teresa Stolz, Maria Waldmann, Giuseppe Capponi e Ormondo Maini, direttore lo stesso Verdi, con la partecipazione di 110 professori d’orchestra e 120 coristi.

Tre giorni dopo il Requiem fu eseguito alla Scala, ancora diretto da Verdi; seguirono due repliche dirette da Franco Faccio.

Dell’esecuzione alla Scala il giornale “Il trovatore” riferA�:

“Questa settimana il primo posto nella Cronaca spetta alla Messa di Verdi, che si A? data tre volte alla Scala, con incassi eccezionali. La prima esecuzione, diretta da Verdi, ebbe un successo di entusiasmo: tre pezzi furono bissati, e alla fine della Messa il pubblico pareva impazzito. Si assicura che il marchese Calcagnini, spaventato, mandA? in fretta a prendere tutte le camicie di forza disponibili alla Senavra. Gli applausi andarono alle stelle e Verdi ebbe un numero incalcolabile di chiamate…” (31 maggio 1874)

Altra cronaca dell’epoca tratta da “La frusta teatrale”:

“Poche volte nella vita abbiamo assistito a uno spettacolo solenne come quello della sera del 25 maggio al Teatro della Scala, ove ebbe luogo la Messa da Requiem di Verdi, giA� data il 22 a S. Marco, in commemorazione dell’anniversario della morte di Alessandro Manzoni.
L’arte musicale in questo genere ha toccato in tale incontro alle maggiori altezze… Tutto questo Requiem A? di una fattura stupenda…Verdi in persona dirigeva la Messa. Il maestro, i cantanti e le masse si sarebbero detti un essere solo, tanto pronto e immediato era il volere che li univa insieme. Il genio di Verdi pareva alitasse sugli esecutori, che tutti li animasse di uno stesso pensiero, che a tutti infondesse qualche cosa della sua potenza. La Stolz, la Waldmann, Capponi, Maini furono pari all’alta loro fama.
Noi non sappiamo quali parole adoperare per degnamente encomiare questi sommi campioni dell’arte.
I cori e l’orchestra fecero meravigliare per la perfetta intonazione, pel colorito e l’inappuntabile fusione dei suoni e delle voci. L’illustre maestro e i principali esecutori vennero durante il Requiem fatti segno a frequenti e veramente straordinarie ovazioni, che si rinnovarono, terminata la Messa, con incredibile entusiasmo.
A Verdi, dopo la replica del Sanctus, venne offerta una corona d’oro e d’argento massiccio, con nastri verdi, sui quali sono ricamati in oro il nome del maestro sormontato da una stella in brillanti, e le date del 22 e 27 maggio. A questa memorabile solennitA� musicale assistevano parecchie migliaia di persone…” (31 maggio l874)

[dal programma di sala]


Il concerto del 26 maggio 2001

I Solisti

Adriana Marfisi soprano
Ha compiuto i primi studi musicali al Conservatorio di Zurigo diplomandosi in violino e dedicandosi poi allo studio del canto sotto la guida di Margherita Rinaldi e del Maestro Valentino Barcellesi a Firenze.
Nel 1996 ha cantato con l’orchestra del Teatro La Fenice diretta dal Maestro Nello Santi in occasione di tre serate di gala (Venezia, Adria e Darmstadt in Germania) organizzate per il restauro del Teatro “La Fenice”. Nel 1997 ha cantato lo Stabat Mater di Rosini a Varsavia in occasione del Festival Pasquale.
Nel mese di aprile del 1997 ha interpretato con grande successo il ruolo di vioIetta in La Traviata di Giuseppe Verdi. Di questa produzione il primo concerto, svolto a Tokio, A? stato teletrasmesso dalla televisione nazionale Giapponese.
Nel 1998 A? stata Gilda in Rigoletto al Teatro Massimo Bellini di Catania a fianco di Leo Nucci e Salvatore Fisichella e risulta fra i vincitori del concorso internazionale vocale 1998 della “Licia Albanese Puccini Foundation” a New York.
Nel gennaio 1999 ha cantato con molto successo al teatro Regio di Parma il Gloria di F. Poulanc nel concerto commemorativo del 98A� anniversario della morte di Giuseppe Verdi con l’orchestra sinfonica A.Toscanini di Reggio Emilia diretta da Romano Gandolfi e il coro di Milano.
Sempre nel 1999 ha tenuto un concerto al Columbus Club di New York e ha partecipato al Festival du PA�rigord Noir (Francia).
Nei futuri impegni: “I Capuleti e i Montecchi” all’Opera di Oslo e il “Guglielmo Tell” all’Arena di Avenches nell’estate del 2002.

Ainhoa Soraluze Lopez, mezzosoprano
Nata a Errenteria (Gipuzkoa), inizia lo studio della musica nel Conservatorio municipale della sua cittA� diplomandosi in canto e contrabbasso nel Conservatorio superiore di San Sebastian.
Il suo primo maestro di canto A? stato il tenore navarro Juan Eraso che ha seguito la sua preparazione fino al suo trasferimento in Italia, dove ha potuto perfezionarsi sotto la guida del baritono Giuseppe Valdengo ed attualmente del mezzosoprano Franca Mattiucci. La sua attivitA� professionale si svolge tra Italia e Spagna con la partecipazione a diversi concerti con repertorio operistico, sacro e da camera.
Ha debutatto in varie produzioni di opera, tra cui la Favorita di G. Donizetti, Madama Butterfly di G. Puccini e il Trovatore di G. Verdi. Nello stesso tempo si A? esibita nella Messa in si minore di J. S. Bach, Gloria di A.Vivaldi, Stabat Mater di Pergolesi, Petite Messe Solemnelle di Rossini e Requiem di Verdi nel repertorio di musica sacra.

Giuseppe Veneziano, tenore
Nato nel 1961 a Ribera (Agrigento) studia pianoforte privatamente e coltiva sin da piccolo lo studio del canto che lo ha visto in diverse occasioni esibirsi come voce bianca.
Per gli studi universitari si trasferisce successivamente a Milano dove approfondisce e completa la preparazione vocale diplomandosi in canto presso il Conservatorio di Musica G.Verdi.
L’attivitA� artistica inizia con l’Orchestra de “I Pomeriggi Musicali” partecipando a diversi concerti tra i quali la prima assoluta rossiniana diretta da O. Maga “Kyrie e Gloria”.
Su invito della Radio Televisione Svizzera Italiana e della Polifonica Ambrosiana produce diversi oratori dei piA? noti maestri di tutti i tempi.
Nel 1991 inizia la collaborazione con il Teatro alla Scala e un’intensa attivitA� discografica e teatrale: registra varie messe di W.A.Mozart e un Cd (edito da Clarius Audii) di “Canti della terra e del mare di Sicilia” raccolti dall’etnomusicologo Alberto Favara, contemporaneo di Puccini.
Nel 1992, in occasione dell’anniversario di Gioacchino Rossini, partecipa alla produzione dello Stabat Mater nel Duomo di Milano, (CD live della Fonit Cetra) diretto da Mauro Benaglia.
Svolge numerose tournA�e in Europa (Danimarca, Spagna, Francia) e in Giappone debuttando in “Il Barbiere di Siviglia” di G. Rossini e affianca vari concerti nelle Ambasciate riscuotendo grandi consensi di critica e di pubblico.
Si interessa e scrive di etnomusicologia ed A? stato presente a diverse manifestazioni: Convegno: Pirandello e la Musica (Studi Pirandelliani Agrigento 1992) e il Premio S. Randone rassegna teatrale e musicale che si tiene annualmente in Sicilia.
Lo scorso 27 gennaio 2001, nell’ambito di una delle manifestazioni dedicate al centenario verdiano ha interpretato proprio nel Duomo di Milano il “Laudate Pueri” attribuito a Verdi quattordicenne.

Enrico Fissore, basso
Nato a BrA� (Cuneo), ha studiato canto al Conservatorio G.Verdi di Torino diplomandosi con il massimo punteggio. Premiato in numerosi concorsi internazionali, ha debuttato nel 1964 vincendo il concorso indetto dall’ASLICO di Milano nella parte del protagonista nel “Don Giovanni” di Mozart specializzandosi poi nel repertorio rossiniano, mozartiano e del settecento in genere.
Rossini ha svolto un ruolo molto importante nella carriera di E. Fissore. Ha cantato Don Bartolo in tutto il mondo e ha registrato questo ruolo per la Decca con Cecilia Bartoli e Leo Nucci. Ha inciso “Il Turco in Italia” vincendo nel 1992 il “Deutsche Schallplatten Prize”.

I Cori

Coro Accademia Corale Stefano Tempia, Torino
Coro UniversitA� degli Studi di Milano, Milano
Corale polifonica San Leonardo Murialdo, Milano
Coro basco Aitzuri, Deba Gipuzkoa – Spagna
Coro I Musici Cantori, Trento
Coro polifonico S. Stefano, Nerviano (MI)
Schola Cantorum Ars Nova, Cerro Maggiore (MI)

Le orchestre

Accademia Concertante D’Archi di Milano
Accademia Stefano Tempia

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